lunedì 2 novembre 2009

LO SMANTELLAMENTO: ORA TOCCA ALLE SUPERIORI

OSSERVAZIONI: QUELLE PROMESSE MAI MANTENUTE
CHI DA TEMPO SI ASPETTAVA CHE LA SINISTRA AVESSE UN ATTIMO DI ORGOGLIO, ANCORA UNA VOLTA DOVRA' RICREDERSI. LA GELMINI, DOPO AVER SMANTELLATO LA SCUOLA PRIMARIA CON PSEUDO SUPPORTI PSEUDO-PEDAGOGICI, ORA SI APPRESTA A FARE LA STESSA OPERAZIONE CON LA SCUOLA SUPERIORE, MA LA COSA CHE COLPISCE, E' CHE QUEST'ALTRA RIFORMA E' DIRETTAMENTE COLLEGATA ALLE REGIONI. LE REGIONI, GOVERNATE, LA MAGGIORANZA DAL CENTRO-SINISTRA, NON HANNO AVUTO NULLA DA OBIETTARE E, NOI ANCORA UNA VOLTA, SIAMO COSTRETTI A PRENDERE ATTO DI UN'OPPOSIZIONE CHE NON C'E'. IN ITALIA, L'OPPOSIZIONE E' DIVENTATA SOLO UN OPTIONAL.



Diversi osservatori, fino a qualche giorno fa, erano scettici sulla possibilità che la Conferenza unificata, già nella prima seduta utile dopo mesi di inattività, potesse licenziare i pareri sugli schemi di regolamento per la riforma delle superiori. Scetticismo motivato da due buone ragioni.

Innanzitutto c’era una ragione tecnica, derivante dal fatto che l’eccessiva quantità di argomenti all’ordine del giorno (ben 62 di cui 9 tutti relativi all’istruzione) avrebbe probabilmente impedito la trattazione degli argomenti previsti, considerate anche le poche ore a disposizione.

C’era un’altra ragione, più politica, che riguardava un possibile atteggiamento ostruzionistico delle regioni, in maggioranza di centro-sinistra, che avrebbero potuto avere buon gioco nel richiedere tempi congrui per l’approfondimento della materia proposta, pretendendo un rinvio per l’esame dei testi degli schemi di regolamento predisposti dall’Amministrazione.

Tutto questo non è avvenuto. Sui tre schemi di regolamento sulle superiori c’è stata discussione e confronto, e le Regioni non hanno fatto alcun ostruzionismo, assumendo con chiarezza posizioni contrarie o favorevoli e deliberando i pareri (non vincolanti) richiesti.

Entro una settimana, anche le commissioni parlamentari dovranno esprimere il proprio parere (i 30 giorni di tempo previsti dalla legge per pronunciarsi scadono tra pochi giorni). A quel punto mancherà soltanto, prima dell’adozione finale dei regolamenti da parte del Consiglio dei Ministri, il parere del Consiglio di Stato. Parere per il quale non dovrebbero esserci problemi.

Ai primi di dicembre le scuole, a poco meno di tre mesi dal termine delle iscrizioni del prossimo 27 febbraio, fissato in settimana dal Miur, potrebbero disporre dei nuovi regolamenti per la riforma da avviare dal 2010.

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